Sito ufficiale del comitato BASTA CEMENTO
Torna alla home page La storia del comitato Rassegna stampa Le opinioni della gente Scrivi al comitato Basta Cemento Glossario per i nostri Amministratori Collegamenti utili

LA STORIA DEL COMITATO

Il territorio di Chions è situato nella Bassa Pordenone ai confini con la Regione Veneto. E’ ben infrastrutturato in quanto è intersecato dalla strada statale 55 e  dalla provinciale n. 1 della Val D’Arzino, ha una uscita dell’autostrada sulla Portogruaro – Pordenone – Sacile. Grazie alla favorevole collocazione territoriale che lo pone, in particolare il paese di Villotta, al centro di un asse stradale scorrevole  verso importanti cittadine del Friuli quali Azzano Decimo, San Vito al Tagliamento, Pordenone e del Veneto Motta di Livenza in Provincia di Treviso e Portogruaro in Provincia di Venezia. In questo contesto, come in tanti altri comuni, si è sviluppata a partire dagli anni settanta l’industrializzazione che ha favorito occupazione e sviluppo. Alle prime fabbriche sorte in modo spontaneo, l’amministrazione comunale negli anni ottanta per favorire ulteriormente gli insediamenti industriali aveva individuato una vasta zona artigianale di circa 30 ettari di iniziativa privata che doveva servire per far spostare anche le attività che risiedevano in zone non idonee all’industria. Per anni la zona è rimasta vuota e poi negli anni ’90 si sono insediate nuove attività nonostante quelle già presenti nei territori del comune non si siano affatto trasferite.

La collocazione favorevole a ridosso dell’autostrada, il buon livello di infrastrutture ed anche forse prezzi vantaggiosi dei lotti ha prodotto la costruzione di nuovi capannoni per piccole industrie ed attività artigianali di  meccanica, plastica e mobiliera. Quella zona è stata poi ulteriormente ampliata grazie alla forte richiesta di lotti industriali fino a raggiungere un’area di notevoli dimensioni. Alla fine degli anni novanta durante l’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Claudio Vian, opportune varianti al piano regolatore hanno favorito il proliferare di altre zone industriali sparse nel territorio comunale, ed inoltre ha previsto un ulteriore ampliamento della zona industriale di Villotta con la previsione della connessione con il territorio comunale di Sesto al Reghena.

L’originario ampliamento era stato previsto in circa centomila metri quadrati. Attualmente si è arrivati a totalizzare fra l’esistente e il previsto con le nuove varianti ben 100 ettari, e pare che non vogliano fermarsi li!

In un area agricola, caratterizzata da una bassura ed attraversata da una serie di fossati di raccolta acque piovane e dal fosso Cornia. C’è da rilevare che questa area è spesso interessata da allagamenti in presenza di piogge abbondanti, in passato tutti i prati attraversati dal Cornia fungevano da casse di espansione dell’acqua che impedivano il deflusso veloce delle acque verso il paese di Basedo situato in Comune di Chione ed i paesi in Comune di Pramaggiore provincia di Venezia. Con la realizzazione dell’autostrada i problemi di esondazione del Cornia si sono amplificati sia a valle che a monte a causa della barriera di asfalto e cemento.

Inoltre è da rilevare che anche l’esistente Zona industriale ha sofferto spesso di allagamenti con danni alle apparecchiature ed alle attività produttive insediate.

Quando nel 2000 il sindaco Vian ha proposto la revisione al piano regolatore che individuava un ulteriore  ampliamento dell’area per cui venivano sottratti terreni agricoli per urbanizzare e stendere asfalto e cemento, un gruppo di persone che abitano nella zona di Villutta e a Marignana in Comune di Sesto al Reghena si sono riuniti per capire a quale sarebbe stato il destino di quei territori e quale impatto ambientale e sociale avrebbero comportato i cambiamenti.

Non senza difficoltà ad ottenere le necessarie e giuste informazioni da parte dell’amministrazione comunale, quei cittadini preso atto dei piani comunali hanno tentato di tutto per contrastare e combattere la distruzione di un vasto territorio.

E’sorto così un “comitato spontaneo” che si mise ad operare su più fronti: il primo raccogliere informazioni e documentazioni, il secondo quello di dare informazione ai cittadini ed il terzo più importante  trovare i metodi per poter porre delle osservazioni prima che fosse troppo tardi.

Grazie alla segnalazione di qualche cittadino che si è preoccupato di informare i servizi tecnici della Regione, è stato ottenuto che alla variante n. 24 fosse stralciata la parte riguardante l’ampliamento della zona industriale per una verifica sullo stato idrogelogico di tutto il territorio interessato.

I Comuni di Chions e Sesto al Reghena incaricarono quindi il Consorzio di Bonifica Cellina Meduna di procedere con uno studio specifico e il risultato fu che effettivamente c’erano dei grossi problemi di smaltimento acque.

Furono anche proposte alcune soluzioni tra queste, oltre a lavori di ampliamento della portata del fosso Cornia, anche la realizzazione di casse di espansione di circa 16 ettari per permettere la trattenuta delle acque piovane.

Ma le motivazioni di contrarietà portate avanti dal Comitato erano anche molte altre, tra queste: la salvaguardia del territorio, inquinamento, viabilità, rumorosità, mancanza di manodopera, la speculazione  e soprattutto l’innegabile impatto sulla zona storica di Villutta e di quella di  Torrate e sulla salvaguardia della fondi dell’acquedotto interregionale Acque del Basso Livenza che attinge le proprie risorse idriche poco più a monte del progettato ampliamento della zona industriale.

Lo stato di stallo che si è venuto a creare a causa di questo stop della Regione ha fatto si che l’originario progetto di unione tra le Zone Industriali di Sesto al Reghena e Chions venisse variato.

Infatti il Comune di Sesto al Reghena cambiò la destinazione della propria zona industriale e ne approvò una poco sopra al fosso Cornia e in poco più di due anni venne realizzata la nuova zona industriale che ebbe come primo insediamento quello destinato a magazzini di distribuzione della LIDL e ora assieme ad altre aziende ora occupa una superficie di circa 12 ettari e con la previsione di costruzione di ulteriori capannoni per circa 12 ettari.

Il comune di Chions invece continuò nell’originaria idea di ampliare la stessa zona, modificando in parte la viabilità prevista e prendendo in considerazione anche la costruzione delle casse di espansione oltre ai lavori al Cornia per aumentarne la portabilità dell’acqua.

Durante la campagna elettorale questo argomento fece molto discutere i cittadini e i candidati consiglieri comunali di Chions.

Nel mese di giugno 2004 vinse a Chions, il geometra Fabio Santin, già vicesindaco nelle precedenti amministrazioni e positivamente indirizzato a favorire insediamenti industriali ed abitativi in tutto il proprio territorio comunale. 

In Comune di Sesto vinse Giuseppe Sigalotti che si mostrò favorevole ad incrementare la zona industriale del suo Comune non più nei pressi della cittadina di Sesto al Reghena ma in una zona molto più marginale e nascosta.

Il 15 settembre 2004 il rappresentanti il Comitato che si denominava “Comitato spontaneo per la salvaguardia del Territorio” scrissero una lettera al nuovo sindaco di Chions Fabio Santin, per esprimere le proprie idee e proposte in merito all’urbanizzazione del territorio.

Innanzitutto hanno premesso il fatto che alle lettere inviate al precedente sindaco Claudio Vian, non ci siano stati riscontri in nessun senso, quindi hanno sottolineato oltre ai danni irreversibili che crea l’urbanizzazione, che è causa di cambiamenti climatici, atmosferici ed al suolo, hanno chiesto di tener conto nelle loro decisioni della salvaguardia degli interessi dei cittadini che desiderano vivere in un ambiente a misura d’uomo; di verificare seriamente l’impatto ambientale che si verrebbe a creare con l’espansione della zona, di privilegiare gli interessi collettivi anziché quelli degli speculatori, di mettere al corrente il comitato sugli sviluppi in ordine alla redazione del nuovo piano.

Oltre a questo sono state formulate alcune proposte tra queste l’individuazione di un’area diversa che sarebbe stata molto meno impattante.

Il richiamo ad azioni di coerenza e di difesa degli interessi delle nuove generazioni ha concluso la missiva.

Anche a questa lettera c’è stato il silenzio più rigoroso da parte del sindaco Fabio Santin.

Nel corso dei primi due anni di mandato il Sindaco ha promosso delle azioni atte a favorire l’insediamento industriale a Villotta, impegnandosi a far adottare un nuovo piano regolatore dove la zona destinata ad industrie viene ampliata di circa il triplo di quella già esistente con una superficie di 400 milametriquadrati (40 ettari). In precedenza, l’amministrazione aveva trovato i fondi dalla Protezione Civile della Regione per circa un milione di euro per la messa in sicurezza del fosso Cornia e di tutta la rete idrografica che percorre i terreni agricoli interessati alla nuova urbanizzazione.

Nel mese di novembre 2006 il consiglio comunale di Chions ha adottato la variante al piano regolatore prevedendo appunto l’esagerato ampliamento della zona industriale.

Il Comune di Sesto al Reghena approvò una variante per l’ampliamento di 12 ettari della già realizzata zona a nord dell’autostrada.

Il Comitato che si trovava all’oscuro delle decisioni prese si rimise all’opera e contattò diversi cittadini sia di Chions che di Sesto al Reghena, studiò la situazione e prese la decisione di organizzarsi operativamente per dare voce pubblica alla protesta, in quell’occasione assunse la denominazione “COMITATO BASTA CEMENTO” e delegò dei propri rappresentanti ad essere porta voce con la stampa e con le istituzioni e ad organizzare  iniziative pubbliche per sensibilizzare e informare la popolazione .

 

Le iniziative sono state fatte su più fronti non senza difficoltà, soprattutto per il fatto che i cittadini sono poco informati e spesso credono  di doversi rassegnare su tutto quello che fanno le amministrazioni comunali.

Ecco quello che di più importante è stato fatto:

  • raccolta di firme a sostegno di osservazioni da proporre alle due amministrazioni comunali;
  • il collegamento al CORDICOM il coordinamento regionale dei comitati;
  • un banchetto informativo in piazza in occasione di Chions in Fiore:
  • una serata informativa a Basedo l’8 maggio 2007 con relatori l’arch. Mario Liut, la geologa Elena Bellen, Sara Roccuto in rappresentanza del COMITATO BASTACEMENTO;
  • alla vigilia di Pasqua venne fatto recapitare al Sindaco Fabio Santin un uovo pasquale di CEMENTO la cui notizia trovò spazio tra le pagine dei quotidiani;
  • l’ideazione di adesivi Che riportano la scritta “MA …LE MARGHERITE CRESCONO SUL CEMENTO? Quale riferimento alla collocazione politica del Sindaco e dei consiglieri che lo sostengono;
  • Raccolta di firme per una petizione popolare da presentare ai sindaci.
  • il confronto pubblico con il sindaco Fabio Santin in programma a Chions presso la sala di Villa Perotti alle ore 21 di martedì 10 luglio 2007.

 Questo è in breve la storia del nostro COMITATO che non ha una collocazione ideologica, né una vocazione politica, ma che spontaneamente e senza alcun mezzo, se non la buona volontà di alcuni cittadini, si propone di farsi promotore di azioni per contrastare l’ulteriore devastazione dei territori di CHIONS e SESTO AL REGHENA per conservarne l’identità ambientale e culturale.

home | storia del comitato | rassegna stampa | le opinioni della gente | scrivi al comitato | glossario per gli Amministratori | link utili