Sito ufficiale del comitato BASTA CEMENTO
Torna alla home page La storia del comitato Rassegna stampa Le opinioni della gente Scrivi al comitato Basta Cemento Glossario per i nostri Amministratori Collegamenti utili

25/05/2007
Nessun limite al cemento e al degrado


Nessun limite
al cemento
e al degrado
Mi sia permesso di esprimere il mio pensiero come abitante di Sesto al Reghena, dove la mia famiglia, da diverse generazioni, ha svolto un ruolo rilevante nell'economia agricola del paese, sempre comunque cercando di coniugare lo sviluppo economico alla solidarietà sociale e al rispetto dei valori umani.
Coerente a questa impostazione un mio parente, sindaco di San Vito negli anni della guerra, si è particolarmente distinto per la sua attenzione ai problemi sociali della campagna e della sua gente.
E della campagna, dunque, vorrei parlare; di come essa viene sistematicamente devastata dalle speculazioni edilizie quando la terra passa di mano e i nuovi padroni, che acquisiscono perlopiù i terreni a valore agricolo e subito, essendo molto abili e convincenti nel dialogo con le amministrazioni locali, li trasformano in aree sulle quali avviare grandi speculazioni.
I cambi di proprietà sono inevitabili, quasi fisiologici in una dinamica di alternanza socio economica e non è questo che mi scompone, ma sono sconcertato per come i nuovi detentori della terra dilaniano e devastano un antico patrimonio di valori e tradizioni agricole, che erano le radici profonde di questo territorio.
Tutto questo senza misura, senza attenta pianificazione, ma freneticamente, cinicamente, con avidità.
Per i vecchi proprietari esisteva la "campagna" e, come tale, era difesa e protetta, per i nuovi "padroni", che pur tuttavia sono figli di questa terra e della sua cultura contadina, la terra diventa solo oggetto di speculazione. E quindi, di conseguenza, é destinata allo scempio di una edificazione a tappeto.
Un tappeto di asfalto e di cemento che rovinerà per sempre l'habitat, il clima, il paesaggio e la salute delle future generazioni. Se solo i protagonisti di queste lottizzazioni si documentassero con maggior sensibilità ed intelligenza, capirebbero le tremende responsabilità che si stanno assumendo. Le zone industriali cosi come qui vengono progettate ed autorizzate possono diventare lande desolate sulle quali la riconversione è difficilissima e costosissima nel caso di fallimento di questo modello di pianificazione sul medio lungo termine.
Ma anche le nuove strade costituiranno un devastante problema!
Nel comune di Sesto, il "lottizzatore" che ha acquisito le aree per ottenere il cambio di destinazione d'uso di oltre 10 ettari di campagna dovrebbe realizzare, a sue spese, una nuova camionabile tra l'abitato di Marignana e l'entrata autostradale di Villotta. Strada che era stata prevista e ritenuta necessaria solo nel caso venisse chiusa l'entrata autostradale di Sesto, che invece rimarrà aperta.
Quindi questo raccordo è inutile, almeno per coerenza con quanto aveva detto a suo tempo anche un autorevole amministratore pubblico, che ora probabilmente smentirà tutto.
Abbiamo già subito, attoniti, la costruzione del bunker Lidl; questo enorme edificio, realizzato a tempo di record, che ora incombe sul territorio come un carcere di massima sicurezza. Un vero capolavoro di destrezza e spregiudicatezza.
E dove sono le barriere verdi per ridurre l'impatto ambientale, commisurate alla scala dell'edificio, che un nutrito gruppo di elettori residenti in zona aveva richiesto con una mozione scritta al sindaco. Sono rimaste solo sulla carta!!!
In verità sono state eseguite solo ridicole piantagioni di piante spolianti e solo su una parte del perimetro .
Una perizia tecnica mette in evidenza la totale inadeguatezza di questi lavori. Altro che quanto richiesto e promesso ai residenti nelle vicinanze... erano, evidentemente, solo parole al vento!
Per zittire e disorientare la gente. Non si devono però trattare così i propri elettori! Cosi, li si mortifica, li si prende in giro! E molti se ne saranno certo resi conto.
Sarebbe basta to un po' di buon senso e di amore per il proprio territorio comunale, non solo la semplice ed arida applicazione di anonime regole e di parametri burocratici dietro ai quali è facile nascondersi e trincerarsi. Questo fà la differenza, in un comune, tra il lavorare bene o male, ed avrebbe qualificato una amministrazione che avesse voluto dimostrare un minimo di attenzione e sensibilità per il territorio ed all'Habitat.
Non è ammissibile che tutto questo sistematico lavoro di devastazione territoriale venga portato avanti senza una preventiva e chiara attività di informazione e passando sulla testa dei cittadini residenti. Essi subiranno per sempre tutti gli squilibri ambientali ed idrogeologici che saranno la conseguenza di tali spregiudicate speculazioni edilizie. Vergogna!
Già avviene che strade case e terreni vadano sotto acqua. È un disastro!!!
Insisto: molti cittadini, non solo di Sesto al Reghena, ma anche di Marignana e di Villotta di Chions, sono allibiti disinformati, intimoriti, qualcuno, asservito da false promesse, e non hanno il coraggio o l'abitudine, anche culturale, a difendere il proprio diritto all'informazione e alla propria identità. Sono sconcertati e intimiditi.
Alcuni pensano, sbagliando, di non poter reagire, perché sottomessi a coloro che hanno votato. Ma eleggere non significa consegnare un assegno in bianco ai propri amministratori, o non poter protestare facendosi sentire, correttamente, ma fermamente, nel caso di evidenti pericolosi errori concettuali di chi governa.
Si è ora costituito un comitato autonomo apolitico e apartitico "Basta cemento ", che cerca di contrastare questa selvaggia devastazione del territorio di Sesto al Reghena e di Chions.
Spero che altri cittadini facciano sentire la propria voce in merito alla questione: perché di questo abbiamo bisogno.
Benedetto Morassutti

 

<< Torna alla pagina precedente

home | storia del comitato | rassegna stampa | le opinioni della gente | scrivi al comitato | glossario per gli Amministratori | link utili