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03/10/2007
Il Messaggero 03 ottobre 2007

Sesto. Assemblea pubblica in abbazia sul contestato piano di ampliamento
Zona industriale: il sindaco difende le scelte tecniche

Il comitato: sono territori a elevato rischio idrogeologico

SESTO. Comprendere le motivazioni che hanno spinto l'amministrazione a favorire l'ampliamento della zona industriale e conoscere i criteri di realizzazione del progetto.
Sulla questione si sono confrontati il sindaco, Giuseppe Sigalotti, e un nutrito numero di cittadini nel salone abbaziale di Sesto al Reghena.
Presenti anche gli esperti incaricati dal comitato per attestare il proprio dissenso.
Sara Roccutto, ingegnere e rappresentante del comitato Basta Cemento, parla di un «confronto così brutale tra i capannoni e il centro storico da modificare l'assetto culturale del paese».
Le immagini di un chiusino sollevato dalla forza dell'acqua, generatasi a seguito delle abbondanti piogge, accompagnano le parole del geologo Valerio Manzon: «Questi territori sono a elevato rischio idrogeologico e catalogati come tali dall'autorità di bacino. Le nuove aree cementificate autmenterebbero il carico idraulico della zona, impedendo all'acqua di defluire». Il geologo invita a non sottovalutare il problema poiché le alluvioni sono veicolo di dispersione degli inquinanti e contaminano le coltivazioni.
«Il terreno di quella zona ha un permeabilità del 5 per cento - replica il sindaco - II restante 95 per cento si riversa negli stessi fossati che, già in passato, non erano in grado di contenere una portata d'acqua di tali proporzioni». Il primo cittadino sestense giustifica la decisione come un'opportunità di occupazione e una modalità per generare la ricchezza necessaria a garantire benessere. Inoltre, ricorda che nella nuova zona sarà vietato l'insediamento di lavorazioni pericolose e prospetta per il territorio uno sviluppo sostenibile, che definisce come la politica dei piccoli passi nell'interesse di tutti.
«Mancano un progetto di fondo e dei dati precisi» tuona Benedetto Morassutti, insoddisfatto delle risposte di Sigalotti.
Dal pubblico, però, si solleva il sospetto che l'espansione debba essere realizzata in tempi brevi in quanto, il 27 agosto scorso, è entrata in vigore la legge regionale 5 che consente la pianificazione di zone produttive o residenziali ad almeno cinque Comuni associati o alle municipalità che contano un minimo di 30 mila abitanti.
La legge prevede anche la possibilità di portare a temine le varianti già previste. Si renderebbe quindi necessaria, secondo alcuni cittadini, l'immediata approvazione del progetto che non sarebbe più possibile realizzare, se non con l'approvazione di altri Comuni.

Chiara Lombardo

 

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