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29/09/2007
Il Messaggero 29/09/07
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Penso sia molto importante e doveroso riportare sui giusti binari la questione della polemica tra gli abitanti del Banduzzo vicino alla zona industriale dove sorgono il capannone Liddl ed altre costruzioni tutte esageratamente fuori scala ed in fase di rapidissima realizzazione, e la amministrazione comunale di Sesto al Reghena che ha concesso tutte le sue brave autorizzazioni alla devastazione del Banduzzo.
In sede di approvazione comunale del progetto di lottizzazione era stato vivamente raccomandato con una petizione popolare al sindaco di Sesto datata 15-3-2004 e firmata da oltre sessanta abitanti della zona, di porre attenzione e cercare di mitigare l?impatto forte e devastante che queste mega- costruzioni avrebbero avuto sul territorio circostante e sul paesaggio. Prescrivendo una adeguata barriera tra tessuto industriale e tessuto agricolo.
Quello che ha scatenato la reazione dei vicini e che fa? fortemente sospettare la ripetizione di comportamenti ed omissioni lesivi della tutela del territorio in un deprecabile e sciagurato allargamento di questa zona industriale è la superficialità da parte dell?amministrazione per non aver saputo o voluto fare gli interessi della collettività che chiedeva rispetto per paesaggio ed ambiente circostante.
?De facto? la barriera non esiste e non puo? certo esser considerata tale un ridicolo filare di pioppi cipressini su un terrapieno inconsistente, ed un steccato alto poco piu di un metro.
Ogni persona con un minimo di sensibilità, cultura ed amore per la natura capisce che questa mancanza di attenzione alla tutela del paesaggio é stata una grossolana leggerezza e la convenzione tra comune e privato lottizzatore riflette purtroppo questa deficienza concettuale e programmatica e la scarsa importanza attribuita alla tutela del territorio e alla qualità globale dell?intervento.
Il fatto che il sindaco Sigalotti affermi che i costruttori hanno dieci anni di tempo per sistemare l?ambiente è sconcertante, deludente ed ha dell?incredibile.Come pure che con fondi pubblici della protezione civile si pensi di bonificare i terreni in precario equilibrio idro- geologico per consentire al lottizzatore proprietario degli stessi di realizzare ulteriori lotti industriali
Il lottizzatore abile e convincente ha fatto e continuerà a fare mega affari, le società che occupano i capannoni possono e potranno produrre i loro profitti in attività ?capital intensive? e gli amministratori tutti contenti pensano di aver fatto ?cosa buona e giusta? a lasciar cementificare brutalmente la campagna !!!!
Gli unici a rimanere evidentemente beffati sono quelli che si trovano davanti al naso quotidianamente questi bunker senza quelle schermature richieste, ma tanto, cosa volete che sia, hanno dieci anni per abituarsi al nuovo bellissimo paesaggio industriale!!!!
Ma sappiamo che l?uomo si abitua a tutto, basta avere pazienza! Grazie sindaco per le sue risposte sempre molto vaghe, ma si ricordi che i voti non si prendono dagli imprenditori residenti altrove, si prendono dagli abitanti del posto che lei dovrebbe tutelare in coerenza al suo mandato e che forse non dimenticheranno questo suo disinteresse nel momento del voto.
E per concludere è paradossale che nel sito della Regione Friuli ove si parla di programmazione territoriale si legga testualmente
? La qualità della nostra vita è riconoscibile da tre fattori fondamentali: livello di sviluppo economico, qualità dei servizi pubblici e soprattutto dalla qualità dell?ambiente che ci circonda. E? naturale quindi che l?impegno per l?ambiente e la salvaguardia del territorio costituiscano priorità in termini di azione politica e amministrativa della Regione. La crescita economica quindi non va realizzata ad ogni costo, ma deve sempre trovare un punto di equilibrio proprio nella sostenibilità?
O sono parole al vento, le solite chiacchere da incantatori dei nostri prodi amministratori o sono concetti sui quali invece è doveroso meditare ma meditare a fondo E chiederemo fortemente a chi le ha scritte di farlo.
Dr Benedetto Morassutti
cittadino di Sesto residente al Banduzzo
replica 29-09-07.doc
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