|
03/08/2007
Il GAZZETTINO 03/08/2007 CHIONS lo stratagemma per indorare la pillola
Pordenone
Industrie a Villotta
Stratagemma
per indorare la pillola
Nei giorni scorsi, a Chions, è stata adottata dal Consiglio comunal e, in via definitiva, la variante al Piano regolatore, che estenderà la zona industrial e di Villotta per ben 42 ulteriori ettari.
Obiezioni al progetto sono state poste inizial mente da al cuni cittadini, successivamente costituitisi nel Comitato "BastaCemento", e infine anche dal la Regione, che per due volte ha chiesto modifiche al piano.
Nell'ultima osservazione la Regione chiedeva di dimostrare il fabbisogno di così tanta espansione. Dai cittadini, in concreto, al l'Amministrazione, veniva contestata la scelta di cementificare così tanto, perché tal e esagerato al largamento della zona produttiva non ha senso in epoca di "recessione industrial e", inoltre essa creerebbe problemi, vista la fragilità del territorio dal punto di vista idrogeologico. Il sistema di canal i e il deflusso delle acque, in caso di abbondanti precipitazioni, già ora produce al lagamenti e, stendere una quantità tanto grande di cemento e asfal to, peggiorerà la situazione.
La zona si trova anche a poca distanza dal sito, di importanza comunitaria, delle Torrate, dove si è ricostituito un parco e su cui si trova l'acquedotto. Con tal e ampliamento il val ore paesaggistico ne soffrirà, si comprometterebbe anche una zona che, a Taiedo, è prossima ai laghetti di Cesena e dove, durante l'inverno, si vedono passeggiare nei campi e a bordo dei canal i gli aironi e fra loro l'airone guardabuoi.
Ho assistito al la riunione del Consiglio e sono rimasta stupefatta: il consigliere Gabriele Bozzo, che ha scattato le foto agli aironi guardabuoi (si veda l'articolo de "Il Gazzettino" del 9 marzo) e che sembra essere un appassionato del birdwatching e dell'ambiente, non ha votato contro il futuro scempio. Vorrei dire al signor Bozzo che, astenersi dal votare, non è un gesto che sal va la vita e l'habitat di quegli animal i.
Peggio ancora considero l'operato del Sindaco e del suo consulente, architetto pagato per far si che il piano diventi "accettabile" dal la Regione: con uno stratagemma da prestigiatori hanno diviso in due il territorio, destinandone una parte ad area produttiva e la seconda (quella decisamente non voluta da quei cittadini che hanno presentato le osservazioni) in area destinata al la logistica. Come se il cemento dei capannoni di logistica sia diverso e meno impattante di quello dei capannoni dell'industria!
Così, la sottoscritta, che ha presentato delle osservazioni, si è sentita dire dal l'Amministrazione che venivano parzial mente accolte! Una beffa, si è cambiato un sostantivo, ma si è mantenuta la sostanza. Resta sempre un progetto di cementificazione per 42 ettari.
Non una parola o un commento è venuto dai consiglieri di maggioranza per tutta la durata, 6 ore, della riunione. Solo al zatine di mano per votare sì al le proposte del Sindaco. Qual cuno può pensare ad una maggioranza molto compatta, ma al tri pensano a una maggioranza quiescente.
Va detto che, in tutta l'operazione, che coinvolge l'al largamento a Villotta e anche nel confinante comune di Sesto al Reghena , il problema dei corsi d'acqua e degli eventual i al lagamenti sono tema di discussione fra i vari tecnici interpellati dai Comuni e i responsabili della Protezione civile, che li assiste molto da vicino, anche con sostanziosi contributi economici. Strategie varie di al largamenti della portata, variazioni di percorsi, costruzione di casse di espansione, vengono suggerite, accettate, modificate e così via.
Ma è mai possibile che non si capisca che modificare il territorio in maniera violenta porta a conseguenze costose e degradanti? Ma la storia del Tagliamento e delle inondazioni causate dal la cementificazione a val le non dovrebbe insegnarci che piuttosto che cercare una cura devastante, appunto come le casse di espansione, bisognerebbe evitare di produrre il mal anno?
Sghiaiamenti impropri, nuovi cementifici, costruzione di grandi opere, potrei fare un lungo elenco si lotta ovunque nella nostra regione, questa regione si sta strozzando con una catena i cui anelli tengono insieme interessi di un esiguo numero di cittadini affaristi e di politici.
Cosa aspettano tutti gli al tri che hanno dei dubbi, che amano il Friuli e la propria terra a rompere questa catena? Chi non approva non può solamente astenersi o magari barattare qual cosa, deve dire basta a questo modo di gestire i beni collettivi che disgregando il territorio impoverisce il tessuto social e e nel metodo delle scelte non rispetta le regole democratiche
Maria Pia Covre
<<
Torna alla pagina precedente |